IL CENTRE JEUNES KAMENGE UNA DANZA MULTICOLORE

Per parlare del Centre Jeunes Kamenge voglio leggere il Salmo 87. L'artista cui dobbiamo questa breve lirica crea l'immagine di uno scrivano archivista: egli stende brevi note sulla storia della città e ne elabora un censimento molto sintetico. L'inizio è ex abrupto: "L'ha fondata su un monte santo" (87,1). Ovvio il soggetto - Dio -, mentre il pronome femminile non può che riferirsi a Gerusalemme. Dopo questo inizio, che evoca un tempo lontano, originano e fondamentale, il nostro scrivano Si ferma un attimo a parlare di Dio: "Il Signore preferisce le porte di Sion" (87,2). L'accento è sulle porte della città, la periferia, luogo d'incontro e di scambi, viavai di gente, non spazio chiuso o nido protettivo.
Nelle parole successive ecco un proclama pubblico, una notificazione magnifica e solenne. Lo scrivano menziona le parole stesse di Dio: la periferia, prediletta da Dio, è spazio aperto all'Egitto e a Babilonia, è punto di riferimento per popoli vicini e lontani: i Filistei, gli abitanti di celebrano il pluralismo cittadino e la sua fisionomia multiculturale. È Dio stesso a scrivere nel registro dei popoli: "Questi è nato là" (87,6). E il Salmo si conclude con una danza che esprime - nel corpo e nelle voci di ragazzi e ragazze - questo stesso pluralismo: "Danzando canteranno: tutte le mie fonti sono in te" (87,7). Sorprendentemente, i tratti della periferia di Gerusalemme, così come sono cantati dal Salmo, assomigliano a quelli del Centre Jeunes Kamenge.

Renzo Petraglio
Animatore dei Corsi Biblici
Al Centre Jeunes Kamenge