Famiglia Cristiana, gennaio 1997

UNA VOCE DI SPERANZA DAL TORMENTATO BURUNDI

Carissimi amici,

a scrivervi ancora mi sembra di rovinarvi le feste. Vorrei solo dirvi che sono ancora vivo, che il Centro giovanile di Kamenge è ancora in piedi, che tutti sogniamo ancora. Sogniamo tempi migliori, la pace, di poterci dare la mano e ricostruire il Paese, di passare un giorno senza sentire sparare. Sogniamo che l'uomo sia messo sopra ogni altro interesse e che l'Occidente smetta di giocare con tutti noi. Vorrei dirvi tutto il nostro grazie. Se esistiamo ancora è anche "a causa vostra". Siamo una voce per il Burundi: la pace e la convivenza sono possibili. Grazie di cuore a nome dei 5.400 iscritti al Centro, a nome degli animatori e di tutti noi, che con fatica ma con tanto entusiasmo crediamo crediamo ancora che le cose possano cambiare.

Avete sentito della destabilizzazione della regione dei Grandi Laghi, della guerra in Zaïre, dei giochi dei paesi vicini, dei nostri massacri quotidiani, degli sforzi che si fanno a livello politico per trovare delle soluzioni e degli interessi francofoni e anglofoni su tutta la regione. Come siamo poverini noi bianchi... Vogliamo sempre avere degli schiavi fra le mani... e poi gridiamo per i diritti dell'uomo.

A volte mi verrebbe voglia di dipingermi di un altro colore, per non far vedere tutta la vergogna della mia pelle bianca! Ma quando finirà tutto questo? Gli uomini di pace sono ancora troppo pochi e troppo poco ascoltati. L'Africa è allo sfacelo. Aiutiamola ad autodistruggersi e poi resteranno "Le riserve di animali, i giardini della natura". " L'africa senza gli africani è stupenda".

Davanti a un Dio che ha scelto i poveri ed è nato in una capanna, diciamo forte la nostra e l'altrui voglia di vivere, diciamo il nostro sogno in un '97 migliore, ancora una volta, e ancora! Noi faremo del nostro meglio. Le voci dei "senza voce", i camminatori del mondo, i portatori di speranza, gli assetati di pace restino uniti mano nella mano.

Un forte abbraccio.

Padre Claudio Marano

missionario saveriano a

Bujumbura, Burundi