Bollettino parrocchiale di Cugnasco (Ticino, Svizzera)

L'estate a Bujumbura

Come ogni anno, anche quest'estate sono stato in Burundi, a Bujumbura, al Centro Giovani Kamenge, dove lavorano Claudio e Gigi, i due padri Saveriani che molti di Gerra Piano e Cugnasco conoscono.

I campi di lavoro
Quando sono arrivato, ed era l'inizio di luglio, era già cominciato il secondo campo di lavoro. Infatti il Centro quest'estate ha organizzato ben cinque campi di lavoro, ognuno di essi è formato da 250 giovani e da una ventina di animatori : insieme lavorano per due settimane per ripulire le strade dei quartieri dalla vegetazione selvaggia che la stagione delle piogge fa crescere in abbondanza e soprattutto per preparare i mattoni da usare per la ricostruzione delle case. complessivamente durante l'estate si sono fatti 250.000 mattoni e si sono potute ricostruire più di 300 case. SI tratta di un aiuto che i giovani danno alla popolazione dei quartieri nord, soprattutto alle famiglie di donne vedove, che hanno in casa bambini ancora piccoli : non hanno soldi per pagare i muratori, e non hanno nemmeno figli in età di lavorare per ricostruire le case distrutte dalla guerra.
Quanto ai giovani che partecipano a questi campi, essi lavorano la mattina ; il pomeriggio invece lo dedicano alla formazione (educazione alla pace e alla nonviolenza, al rispetto dei diritti dell'uomo). Abitano in quartieri diversi, là dove si è praticata la 'pulizia etnica', e nei campi di lavoro si abituano a lavorare insieme a giovani di altri quartieri e di altre etnie ; e così imparano a collaborare e a rispettarsi reciprocamente, a scoprire che la differenza è una vera ricchezza e che l'altro non necessariamente è una minaccia per me e la mia identità.
A questi giovani il Centro offre, per la durata del campo e cioè per due settimane, la colazione e il pranzo ; inoltre mette loro a disposizione carriole e zappe e i recipienti per l'acqua. Poi, alla fine del campo, ogni ragazzo e ogni ragazza riceve in regalo del materiale scolastico : un mazzo di quaderni, la penna, la riga.
Ma quest'anno il Centro non aveva più soldi e non poteva pagare le donne che, a turno, ogni giorno accendevano il fuoco e preparavano la colazione e il pranzo per i 250 giovani del campo. Padre Claudio aveva parlato con loro, aveva spiegato la situazione. E loro hanno accettato di venire ugualmente a prestare questo servizio, gratuitamente. Sapevano che la ricostruzione dei quartieri e l'educazione alla pace erano cose importanti. Per questo loro, donne di condizione modesta, accettavano di lavorare gratuitamente, per lo stesso scopo, la ricostruzione dei quartieri e della pace. Quanto a me, vedendole arrivare tutte le mattine alle sei e mezza per cominciare il loro lavoro, ...

Una settiaman sulla corruzione
Da alcuni anni è possibile recarsi nei quartieri anche nel tardo pomeriggio (prima, a motivo dell'insicurezza e del coprifuoco, ciò non era possibile). E così ance quest'anno il Centro ha organizzato una serata in ciascuno dei sei quartieri nord della capitale. Stavolta avevamo scelto il tema della corruzione, con alcune brevi letture, tolte dalla Bibbia, sal Corano e dalla letteratura moderna. L'incontro durava dalle cinque alle sette di sera.
E io, abituato alle aule scolastiche del Ticino, mi sono trovato nell'unica aula scolastica, poverissima, dle quartiere Cibitoke : pavimento con grossi buchi, soffitto a pezzi, banchi e sedie malridotte, una lampada sola che, con luce fioca, rendeva meno cupa l'oscurità che a Bujumbura, alle sei e un quarto di sera, nasconde ogni cosa come qui a mezzanotte. Eppure la gente, giovani e adulti, è rimasta li, a discutere sulla corruzione e sulla necessità di eliminare bustarelle, tangenti e raccomandazioni.
Ma la sorpresa più grande l'ho avuta due sero dopo a Kinama, il quartiere che lo scorso mese di febbraio è stato messo a ferro e fuoco. L'anno scorso la scuola di Kinama era povera ma pulita. Quest'anno invece non c'era più nemmeno la corrente. Abbiamo preso un lungo cavo, sperando di poter fare arrivare la corrente dalle case vicine. Ma tutto attorno non c'era corrente e poco dopo il tramonto siamo rimasti letteralmente al buo. Al buio a discutere sulla corruzione e sulla necessità di rifiutarla. E io mi ricorderò per un pezzo di quella voce femminile che dal fondo dell'aula mi dice "Monsieur". E io le dico che è inutile che lei alzi la mano per chiedere la parola ; è inutile perché non la vedo : non vedo lei, non vedo il suo volto, non vedo la sua mano alzata. Prenda la parola e dica la sua voglia di lottare perché la catena che lega corruttori e corrotti si spezzi. E la parola di questa ragazza che io non ho visto ci ha illuminato tutti e tutte, più di mille torce, e ci ha incoraggiato. ci ha ridato speranza nei confronti del futuro.

Renzo Petraglio