Quotidiano di Piacenza, 06/11/2001
Turi kumwe : insieme
Turi kumwe: insieme. Con questo concetto Jérome Ninteretse ha riassunto l'altro giorno a Piacenza, di fronte prima ad una platea di insegnanti e poi di bambini delle scuole elementari e medie cittadine, la sua esperienza di coordinatore nel centro giovani "Kamenge" a Bujumbura in Burundi. In Italia Jérome è arrivato tramite i missionari dell'Istituto Saveriano, gli stessi che, nel suo paese, stanno lavorando da anni per favorire l'integrazione tra due etnie in perenne contrasto.Il giovane africano ha partecipato anche alla marcia per la pace Perugia - Assisi in qualità di ambasciatore dei popoli, portando un messaggio forte ed importante: anche in uno stato straziato dalla guerra civile la pace può esistere e può essere creata proprio dai più giovani. Nel centro Kamenge - ha spiegato ai piacentini, accorsi numerosi all'Istituto saveriano sullo Stradone Farnese - i missionari hanno saputo creare un'atmosfera di dialogo e di condivisione: "Qui i ragazzi delle due etnie, anche se hanno religioni e tradizioni diverse, lavorano e vivono insieme, senza odio ma anzi nel rispetto reciproco gli uni degli altri". In Burundi, straziato da una guerra intestina che dura da oltre 60 anni, Kamenge è stato definito da Nelson Mandela "un laboratorio di pace", "dove le diversità diventano ricchezze e dove 18 mila giovani provano a camminare insieme per ricucire le ferite del paese", ha spiegato Jérome Ninteretse. Un'esperienza senza dubbio fuori dal comune, quella che il giovane africano ha raccontato ai piacentini: "Voi siete in una condizione privilegiata. Nonostante questo è possibile uno scambio, un rapporto, per camminare insieme". Ai piccoli delle scuole elementari Taverna, De Gasperi e Sant'Antonio (che l'anno scorso hanno raccolto piccole offerte per il centro) Jérome ha regalato un pallone e ha insegnato una canzone. "Così facciamo anche a Kamenge: con lo sport, le attività di formazione per imparare un lavoro e le attività ricreative, costruiamo un dialogo tra le persone, fornendo a molti la possibilità di imparare a conoscersi". La realtà di Bujumbura, ha poi proseguito il giovane insieme a Padre Lino Maggioni, rimane però ancora difficile: per vivere i bambini in Burundi si accontentano di mangiare fagioli o manioca una volta al giorno, quando è possibile, e l'Aids e l'analfabetismo sono ancora questioni irrisolte nel paese di Jérome. Per questo i piacentini, affascinati, colpiti e stupiti dal racconto, insieme ai propri insegnanti e ai Padri Saveriani dello Stradone Farnese, continueranno anche in questo anno scolastico a mantenere vivi i rapporti con Kamenge, per dare un piccolo contributo ai coetanei africani ma soprattutto per imparare a lavorare anche qui, dove la pace sembra un concetto astratto e lontano, per mantenere vivo il dialogo e lo scambio tra "etnie" diverse.